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domenica 7 agosto 2011

ENEA - Efficienza energetica - Tutto sulle detrazioni fiscali del 55%

ENEA - Efficienza energetica - Tutto sulle detrazioni fiscali del 55%


L'ENEA offre un servizio dettagliato sugli incentivi dedicati all'efficienza energetica.
Pochi utilizzano tale incentivazione che ammonta al 55% detraibile sull'imponibile.
Il mio consiglio è comunque di valersi di un esperto (un tecnico qualificato, magari un ingegnere) e di approfittare di questo sgravio notevolmente vantaggioso.
Il vantaggio più grande si ha sull'installazione del solare termico abbinato ad una caldaia a condensazione e valvole termostatiche. Consigliato a chi non ha un grande patrimonio, tale installazione consente di rientrare nel giro di 3-4 anni!

venerdì 22 ottobre 2010

L'efficienza energetica VALE 116 MILIARDI di EURO


Una centrale nucleare EPR costa 4-4,5 MILIARDI di EURO (recentemente Citigroup afferma, invece,
Centrale nucleare di Čornobyl
che i costi siano tra i 5 e i 6 miliardi di euro a reattore). E non produce ricchezza al singolo cittadino, se non un ipotetico sgravio dalla bolletta energetica calcolabile in qualche decina di euro l'anno, senza includere l'onere dello smaltimento delle scorie radioattive, tutte a carico delle generazioni future ed un improbabile (ma non escluso) BOOM radioattivo tipo Cernobyl.
Dall'altra parte della barricata, c'è un filone industriale che basa il suo business sull'efficienza energetica.

Mi spiego meglio.
Il nucleare potrebbe portare lavoro temporaneo per 50-60mila persone (durante la costruzione) e costante per circa 2-5mila persone (per la manutenzione e la gestione).
La green-economy può dare costantemente introito per oltre 150-200mila persone (in Germania attualmente sono 280mila in crescita), con prospettive sempre al rialzo vista la grande inefficienza mondiale (mi riferisco al 50% dell'energia buttata).
Il potenziale di risparmio energetico, realizzabile nel concreto, è di oltre 23 Mtep in termini di energia finale. A dircelo è la FIRE (Federazione Italiana per l'uso Razionale dell'Energia di cui sono socio sostenitore), basandosi su studi di settore fatti negli anni e sulle indicazioni della IEA (ricordo la denuncia della IEA per non essere riusciti a mettere in pratica le buone pratiche sull'efficienza energetica).
Rosa Filippini
Confindustria ha proposto un pacchetto per la riduzione di 86Mtep nel periodo 2010-2020, con benefici stimati per oltre 25 MILIARDI di EURO ed un valore aggiunto per 116 MILIARDI di EURO (incremento annuo del PIL nel periodo considerato dello 0,7%).

«Soprattutto - ha dichiarato il presidente di Amici della Terra, Rosa Filippini - , l'efficienza energetica offre una prospettiva a lungo termine per l'occupazione e garanzie per l'ambiente che altri settori d'intervento della green economy non hanno. Mentre gli attuali incentivi per le rinnovabili elettriche, troppo elevati, aprono spazi di speculazione e vanno sostanzialmente a finanziare la diffusione di tecnologie estere, come i pannelli fotovoltaici cinesi, la maggior parte delle tecnologie per l'efficienza sono già oggi offerte dall'industria nazionale, che potrebbe quindi avvantaggiarsi da un rilancio delle misure di sostegno, rafforzando il suo posizionamento competitivo, in Italia e all'estero».
in riferimento a:
"La vera filiera sui cui l'Italia deve investire è quella dell'efficienza energetica, capace di garantire benefici al paese sia dal punto di vista economico che da quello ambientale, evitando il rischio di pericolose speculazioni. È questo il succo della seconda Conferenza Nazionale sull'efficienza energetica “Integrare l'efficienza con le rinnovabili”, organizzata dall'associazione Amici della Terra, col patrocinio di Enea e Fire e il cofinanziamento della European Climate Foundation."
- L'efficienza energetica vale 116 miliardi di euro (visualizza su Google Sidewiki)

sabato 18 settembre 2010

Efficienza Energetica, dove cominciare: Analisi dei Consumi Energetici

Per raggiungere il massimo dell’efficienza energetica si deve partire dall’analisi dei consumi. È essenziale avere una chiara visione di quali siano gli andamenti degli sprechi e, successivamente, progettare gli interventi più idonei. Costruire diagrammi e schemi chiari ed essenziali, risulta essere lo strumento iniziale migliore agli scopi precedentemente accennati. Si mostrano grafici d’esempio, desunti dal database nazionale fornito dall’ENEA (1990-2007). Nel documento si espongono i Consumi Energetici Residenziale in ktep (migliaia di tonnellate equivalenti di petrolio) Grafico 1.

I protagonisti sono: GAS (metano), Energia Elettrica, Gasolio e GPL (Gas di Petrolio Liquefatti). La lettura del Grafico 1 porta all’evidenziare l’andamento particolare di tali combustibili. Il trend decrescente del Gasolio, è connesso alla scelta politica dell’eliminazione di tale elemento fossile per l’uso domestico a partire dagli anni ’90. Famosi sono gli incentivi (da quelli regionali a quelli comunali) atti ad eliminare le inquinanti caldaie sostituendole con quelle moderne a Gas metano. Il GPL è costante poichè la mentalità istituzionale punta ancora a tale scarto del petrolio per i fabbisogni energetici casalinghi, senza badare alle scomode bombole antiestetiche, norme antincendio ecc. (Immagine 1).
L’elettricità ha una crescita evidente negli anni, un po’ per l’aumento demografico (nel 1990 l’Italia contava quasi 57 milioni di persone, nel 2007 più di 59,5 milioni, dati Istat) e un po’ per il frequente utilizzo di elettrodomestici (telefonini, computer, forni microonde e televisori di grosse dimensioni ecc. ). L’ultimo, ad essere analizzato con più scrupolo, è il Gas metano che risulta essere il combustibile più utilizzato in Italia. I suoi andamenti altalenanti sono causati dall’avvicendarsi di annate a volte gelide a volte calde. Il picco del 2005 è quindi dovuto al forte freddo di quell’anno (Laimburg.it – documento in PDF). Vediamone ora l’utilizzo, nello specifico: nel 1990 (Grafico 2), nel 2007 (Grafico 3) il tutto rapportato con gli usi elettrici obbligati (illuminazione, elettrodomestici e condizionamento).

Nel Grafico 2 e Grafico 3, le porzioni sono rimaste pressoché invariate negli anni e se ne deduce l’impiego fondamentale: il riscaldamento. Diminuire tale consumo, anche di pochi punti percentuali, vuol dire incidere su quantitativi consistenti e quindi significativi vantaggi economici (il metano costa uguale sia per uso cucina che per riscaldamento). Il consumo per usi elettrici obbligati, relaziona bene il suo peso rispetto all’utilizzo del Gas metano, ponendo in essere la problematica su due livelli distinti: elettrico (kWhe) e termico (kWht). Come diminuire tali volumi? Razionalizzando in consumi ed eliminando gli sprechi con l’apporto di tecnologie a ridotto impatto ambientale, con un conseguente aumento di comfort residenziale.

Chi si occupa di tutto questo? Un tecnico specializzato chiamato Energy Manager (EM). Da una diagnosi energetica (simile quella appena riportata, ma più specifiche) ed una economica dei consumi, si può redigere un piano manageriale adatto al portafoglio della clientela. Per estremo, si voglia credere o no, è concreta la possibilità di eliminare l’utilizzo del metano per il riscaldamento e l’Acqua Calda Sanitaria (ACS) ottenendo un surplus di elettricità da vendere in rete. Le tecnologie oggi a disposizione sono molto migliorate rispetto ad una decina d’anni fa, ed anche i loro costi stanno subendo diminuzioni considerevoli, grazie anche al supporto di incentivi statali e regionali (quando esistono).

Sono ampie le casistiche risolutive per ogni tipologia di intervento. Non esiste MAI una soluzione per tutte le situazioni, ma esistono diverse soluzioni per ogni situazione. Gli EM costruiscono uno schema chiamato concept, una sorta di idea concretizzata a schema, utile per prendere visione dell’insieme delle risoluzioni efficienti da proporre al cliente (Immagine 2).

Il tecnico poi passa alla parte economica del trattato. Mostra al cliente tabelle e grafici facilmente comprensibili paragonando investimenti con i rientri (di solito inferiori ai 10 anni) e i guadagni conseguiti dai miglioramenti proposti (tabella 1 e Grafico 4)

Nello scenario moderno attuale, tale figura risulta vincente per la riduzione drastica degli sprechi (sottolineo il fatto che si parla di sprechi* e non di consumi**). I capitali messi in gioco da tali interventi, sono di notevole entità, ma di rapido recupero (si tende non andare oltre i 10-12 anni). Ciò nonostante può essere difficoltoso lo start-up, a questo pone rimedio una categoria di società definite ESCo (Energy Service Company). Il loro profilo societario è duplice, da una parte si presentano come “gestori di servizi energetici integrati”, dall’altra come finanziatori tramite terzi (FTT) dei lavori. Viene a crearsi un rapporto indiretto, tra cliente e banche, garantito dalla ESCo con il guadagno conseguito dalla differenza tra la bolletta vecchia e quella nuova. Tale scarto diviene il “versamento” che il cliente rilascia (come la bolletta) per le opere di messa in efficienza, fino ad estinzione del debito, il tutto gestito dal contratto servizio energia (come da D.Lgs. 115/08).

* Sprechi: consumare inutilmente, perdita inutile e/o superflua.
** Consumi: soddisfare un certo bisogno.

Ing. Mirko Paglia
(Articolo tratto da www.genitronsviluppo.com)
studio green-building.it